Cimitero Militare Tedesco

Cartolina del Cimitero Militare Tedesco

Cartolina del Cimitero Militare Tedesco

Il Comando Britannico di Riccione ne aveva autorizzato la costruzione con una comunicazione telefonica all’inizio dell’Agosto del 1945 bocciando quindi la proposta tedesca di realizzarlo nell’area boscosa di “Welluzia”, località mai identificata. Il cimitero venne dunque edificato nell’area dietro all’attuale Stork a Lido di Savio, in Via Marina, che un tempo era proprietà terriera delle famiglie Travaglini-Diotallevi e dei Pergami-Belluzzi, un luogo che ben si prestava per la sensazione di pace che trasmetteva. I lavori iniziarono il in Agosto e vennero conclusi alla fine si Settembre. Il 4 Ottobre venne inaugurato e in tutto vi erano sepolte le salme di 450 caduti nella zona di Cervia, Cesenatico e Rimini. Già a partire da Dicembre il cimitero era stato ripetutamente ampliato, tanto che a fine Maggio del 46 era stato inaugurato un nuovo settore e in Luglio le salme erano già salite a 3.800. La manutenzione del cimitero era stata affidata ad una specifica unità di lavoro, di conseguenza, dislocata in permanenza nel campo di Cervia. I successivi ampliamenti comportarono d’altra parte l’individuazione sistematica delle singole tombe sparse nei dintorni e l’incarico era stato affidato ad un gruppo di ufficiali. Ritrovare le tombe aveva creato non poche difficoltà, le stesse non erano più riconoscibili, anche perché i contadini, al termine delle ostilità, avevano ripreso a lavorare la terra. Grazie alla collaborazione delle autorità eclesiastiche e comunali si era proceduto alla perlustrazione dell’area compresa tra i comuni di Cervia, Borghi, Verucchio e Montescudo, e la zona della Valconca fino a Cattolica. A Miramare dal 1° Maggio 1946 operava, trasferito da Merano, un gruppo per la registrazione dei caduti tedeschi che in Settembre verrà poi traferito a Roma. Nel Marzo del 1947, poco prima che l’enklave Rimini venisse definitivamente smantellata, a Cervia riposavano oltre 6.000 caduti, oltre ai 208 deceduti in prigionia. Grazie al paziente lavoro del gruppo per le registrazioni si riuscì a indentificare gran parte delle salme. Nel 1959, malgrado l’opposizione manifestata dalle associazioni tedesche dei combattenti, dallo stesso ente per le onoranze funebri ai caduti germanici e l’interessamento del Ministero degli Esteri della Repubblica Federale, il Comune di Ravenna aveva deciso lo smantellamento del cimitero realizzato dai prigionieri tedeschi. In realtà la definizione “cimitero di Cervia” era impropria, perché ubicato a Lido di Savio, frazione di Ravenna. La motivazione dello smantellamento veniva dal fatto che da parte italiana era stata concessa un’autorizzazione per una struttura provvisoria, mentre il Comune di Ravenna evidenziava che quella zona era di grande interesse turistico e rappresentava la naturale area di espansione delle località di Milano Marittima e Lido di Savio, in grande crescita in quel periodo. Così l’ente per le onoranze ai caduti germanici acconsentì allo smantellamento e al trasferimento delle salme nella nuova struttura che verrà realizzata nel Passo della Futa. Per ricordare la provenienza del cimitero di Cervia le salme traslate alla Futa sono state collocate in una cripta dove si possono ancora vedere le lapidi commemorative originali.

Ci viene riferito da alcune fonti che il cimitero era custodito da un certo Naci, uomo pieno di anelli con carattere bonario che amava collezionare cimeli di guerra. Testimoni dell’epoca riportano che parecchio materiale bellico racimolato dallo smantellamento fu temporaneamente raccolto presso l’Hotel Majorca prima di essere liquidato.

Informazioni storiche e materiale fotografico sono proprietà di Walter Cortesi – Centro Ricerche Bunker Cortesi

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